Campo d’allenamento in Kenya

Elite Team - 03 marzo 2020

Con l’arrivo della nuova stagione i nostri atleti si stanno allenando duramente, in modo da poter avvicinarsi passo dopo passo agli orientisti migliori del mondo. Una nuova esperienza è stata testata da Sebastian Inderst, che ha deciso di andare a Iten per tutto il mese di Febbraio, dove ha avuto la possibilità di allenarsi coi leggendari kenyani. In seguito potete trovare qualche parola del nostro atleta a riguardo della sua esperienza:

Ho avuto quest’idea in testa per parecchio tempo: vedere in prima persona come si allenano i migliori corridori del mondo e imparare da loro! Così quest’anno ho deciso di spendere la fine della mia preparazione di base invernale in maniera differente da ciò che sono abituato, andando a Iten, in Kenya! È un piccolo paese a 2400m, famoso tra i corridori per le sue condizioni di allenamento ideali: infinite strade sterrate e collinari, aria pura, e stile di vita semplicissimo. Al mio arrivo ero davvero impressionato, c’erano in giro quasi più corridori che persone normali!! Io alloggiavo in un piccolo appartamento, e durante i primi giorni si trattava solo di abituarsi all’altura. Qualche volta mi inserivo in un gruppo a caso: se si esce presto alla mattina è molto semplice trovare diversi gruppi che si stanno riunendo, e la maggior parte di essi sono molto aperti, dunque basta chiedere che programmi hanno, e se va bene unirsi a loro. Bé, solitamente funzionava bene fino a qualche salita lunga e ripida, dove più di una volta, a corto di fiato, ho dovuto lasciare andare il gruppo e concludere l’allenamento in solitaria (grazie funzione “riportami a casa” del mio orologio GPS!!).

Dopo qualche giorno ho deciso che era ora di inserirmi in un gruppo fisso, in modo da poter seguire il loro piano con consistenza piuttosto che allenarmi un po’ a caso. Un nuovo amico che ho conosciuto lì mi ha organizzato un incontro con Coach Ruto, e il mattino seguente alle 6 ero pronto per unirmi al suo gruppo per le ripetute in salita! Il gruppo da subito è stato molto accogliente, nonostante fossi l’unico Mzungu (il nome che danno agli stranieri) tra il centinaio di atleti locali, di età e sesso misti. Prima di cominciare l’allenatore ha diviso il gruppo in 4 gruppetti in base alla velocità, in modo che il piccolo sentiero su per la collina non si sovrappopolasse. Dopo un po’ di riscaldamento e stretching  abbiamo cominciato, 70’ su e giù dalla collina! Ho fatto parecchia fatica a tenere il ritmo col primo gruppo di ragazze, ma alla fine ero molto contento di avercela fatta!

Per un paio di giorni mi sono allenato con costanza col mio gruppo, ma sfortunatamente una sera ho cominciato a sentirmi molto male. Dopo una notte con febbre alta e vomito sono andato direttamente a farmi visitare nell’ospedale locale. Anche questa è stata piuttosto un’esperienza, e dopo diverse ore spese lì mi hanno diagnosticato la malaria! Normalmente questa non è presente ad Iten, ma a causa delle recenti piogge le zanzare avevano raggiunto persino queste altitudini, e stavano causando uno scoppio di malaria. Con i medicamenti che ho ricevuto (gratis!) ho cominciato a sentirmi subito meglio, e dopo 4 giorno ero già in grado di ricominciare ad allenarmi gradualmente.

Dopo questa breve pause ero molto contento di potermi riunire al gruppo, e allenamento dopo allenamento mi sentivo sempre più fiducioso! Quando i miei nuovi amici mi diedero anche un nome locale, Kiplagat, non avevo più scuse e davo fondo alle mie energie per cercare di tenere il passo del gruppo dei ragazzi! Era molto motivante vedere come sono stato in grado di risalire nel gruppo durante le 3 settimane che mi sono allenato con loro!! Era semplicemente il fatto di essermi abituato all’altura, o sono davvero migliorato? …vedremo…

Dunque, quali sono i segreti dei Keniani che li rendono così veloci? Beh, non ci sono segreti, si tratta di moooolto duro lavoro!! Ma ci sono comunque un paio di fattori chiave che ho notato e che vorrei annotare:

  • Forza mentale: nessuna scusa, il duro lavoro è giusto che sia duro, e l’obiettivo è diventare il migliore e battere il record! Che record? Beh, c’è solo un record, il record del mondo chiaramente!
  • Stile di vita: Hakuna matata! Allenarsi seriamente, riposarsi seriamente, e vincere con facilità. Ehggià, il recupero è una parte importantissima del processo! Normalmente tra gli allenamenti semplicemente si riposano! E molti massaggi, che spesso si fanno tra di loro, e credetemi, non sono massaggi rilassanti siccome sono molto profondi, ma come dicono, è “dolore positivo”!
  • Cibo: molto semplice ma altrettanto nutriente. Soprattutto Ugali (farina di mais, simile alla nostra polenta) o chapati (una specie di pane), assieme a managu/spinaci/cavolo/fagioli/lenticchie/piselli/patate. A volte persino un pezzetto di carne. E sempre Chai, che è il the nero kenyano con latte e un sacco di zucchero! Quest’ultimo mi ha un po’ sorpreso, ma dopotutto è l’unica cosa dolce che hanno. In un mese non ho mai visto un dessert!
  • Meteo: se piove, si aspetta finché passa! …ah no, questo forse è meglio non applicarlo a casa a Göteborg, altrimenti non mi allenerei più molto…

 

Per concludere il mio racconto vi presento un esempio di settimana di allenamento col mio gruppo. Normalmente prima di cominciare con l’allenamento facevamo 15’ di esercizi di riscaldamento e stretching.

Lunedì: mattina moderato (22km, 100’), pomeriggio corsa rigenerativa (5km, 25’)

Martedì: mattina fartlek 12×3’/1’ rest (20km, 100’), pomeriggio forza del tronco (30’)

Mercoledì: mattina diagonali su un campo (stile ripetute) (20km, 100’) e potenziamento (30’)

Giovedì: mattina lungo (30km, 130’), pomeriggio corsa rigenerativa (5km, 30’)

Venerdì: mattina corsa rigenerativa (7km, 40’)

Sabato: mattina pista 1km + 20x400m (17km, 95’), pomeriggio corsa rigenerativa (8km, 45’)

Domenica: mattina corsa tranquilla (10km, 55’)

Totale: 145km, 12h corsa e 1h potenziamento