Ad ottobre, la 5+5 giorni si terrà per il secondo anno consecutivo in Sardegna, sulla costa meridionale nella prima settimana e poi al nord nella seconda settimana. Paesaggi unici e momenti di vita lenta, con gli amici o la famiglia, saranno parte della tua quotidianità.  

Tra i partecipanti con noi quest’anno ci sarà anche il campione svizzero Daniel Hubmann, che, assieme alla sua famiglia, sceglie da molti anni i nostri eventi. Curiosi di saperne di più e di mostrarvi il suo punto di vista, abbiamo pensato di chiedergli di raccontarci la sua esperienza. A voi la nostra chiacchierata. Ti aspettiamo ad allenarti insieme a noi!

  1. Daniel, sei uno dei corridori di orienteering più vincenti di tutti i tempi, con 9 titoli mondiali e 6 vittorie nella classifica generale di Coppa del Mondo in carriera. Dove ti senti oggi, nella tua carriera, e cosa ti spinge ancora a correre e a viaggiare per le competizioni?

Amo ancora la sfida di una gara di orienteering e scoprire cosa è ancora possibile fare. La fine della mia carriera si avvicina, e ogni anno diventa più difficile tenere il passo degli atleti più giovani. Ma nell’orienteering i risultati non sono sempre prevedibili: se ho una buona giornata e affronto le difficoltà del percorso meglio degli altri, ho ancora una possibilità — ed è questo che mi tiene motivato.

2. Sei un sostenitore fedele del Park World Tour Italia da molti anni. Cosa ti ha spinto a scegliere di nuovo i nostri eventi, quest’anno con la 5+5 Sardegna 2026?

L’Italia è sempre stata uno dei mei paesi preferiti in cui viaggiare, perché amo l’atmosfera, il clima, il cibo e la grande varietà di paesaggi, dalle montagne al mare. E quando si riesce a unire tutto questo a gare di orienteering avvincenti e all’atmosfera speciale del Park World Tour Italia, è sempre un piacere tornare.

3. Quest’anno torni in Sardegna con la tua famiglia. Cosa significa per te unire le gare a una vacanza con le persone che ami? Cosa ne pensano della Sardegna le tue figlie e tua moglie?

Per noi, come famiglia, è il modo perfetto per unire una vacanza all’orienteering. L’evento non è troppo grande, e le distanze tra partenza, arrivo e parcheggi sono di solito brevi. Questo significa che, oltre alla gara stessa, ci rimane comunque molto tempo per rilassarci, andare in spiaggia o fare altre attività insieme. In Svizzera, in quel periodo dell’anno abbiamo le vacanze scolastiche, quindi è un’ottima occasione per godersi qualche giornata di sole e caldo prima che arrivi l’inverno.

4. La Sardegna offre centri storici, ma anche foreste e ambienti naturali molto diversi tra loro. Come orientista, cosa ti ha sorpreso di più del terreno sardo?

L’anno scorso abbiamo fatto delle belle gare nelle foreste costiere, con curve di livello interessanti che rendevano il terreno impegnativo e divertente al tempo stesso. È stato uno dei momenti più belli della settimana. Ma per me una settimana così è anche avventura e scoperta di nuovi luoghi. Una delle cose che amo di più dell’orienteering è che ti porta lontano dai percorsi turistici abituali: si arriva a esplorare angoli nascosti e a vivere paesaggi che molti visitatori non vedrebbero mai.

5. Come arriverai in Sardegna quest’anno: di nuovo in auto dalla Svizzera? Come valuti la logistica e l’organizzazione di PWT Italia, dall’arrivo all’alloggio, fino allo staff il giorno della gara?

Sì, anche questa volta viaggeremo in Sardegna in auto. Per noi è un modo molto comodo di viaggiare: possiamo preparare tutto il necessario a casa, guidare per qualche ora e poi prendere il traghetto notturno per la Sardegna. Una volta arrivati all’evento, lo staff è sempre molto disponibile, l’atmosfera è amichevole e familiare, e si vedono tanti volti felici. Mi piace molto anche poter prenotare l’alloggio insieme all’iscrizione alla gara: così sai che incontrerai altri amici e famiglie del mondo dell’orienteering, e i bambini possono giocare insieme.

6. Cosa diresti a chi non ha mai provato un evento PWT Italia, magari pensando che queste gare siano “solo per professionisti”?

Direi che la 5+5 Sardegna 2026 è un evento per tutti, e che il risultato è secondario. Per me è un festival dell’orienteering, dove la cosa più importante è vivere il momento: scoprire luoghi nuovi e bellissimi e condividere esperienze con amici e famiglia. È questo che ci fa tornare a questi eventi, ancora e ancora.